Il Lato Oscuro Della Rete

11/7/2009

Si avvisano i gentili lettori che questo articolo contiene MIE personali opinioni, la vena ironica (sempre che ci sia) non vuole essere offensiva per nessuno, ma semplice espressione del mio pensiero. D’altronde non pretendo di possedere la verità assoluta… Non ancora perlomeno…

Mi son ritrovato questo libro di Nicholas Carr tra le mani perchè assegnatomi da un docente universitario per poter sostenere l’esame. L’autore l’avevo già sentito e in effetti è famoso per un suo articolo, “IT doesn’t matter”, scritto per l’Harvard Business School in cui sostiene la non rilevanza strategica delle risorse IT per le aziende e il loro ormai affermato ruolo di commodity, tesi decisamente opinabile e alquanto limitante per quanto mi riguarda.

In questo libro non è da meno. La prima metà viene utilizzata per parlare dello sviluppo dell’elettricità e delle utility elettriche e delle sue correlazione con la crescita dell’IT come general purpose technology. E se devo essere sincero ho trovato molto più interessante questa parte, che poteva essere tranquillamente evitata ma che avrebbe reso il libro un opuscolo di poche pagine, che tutto il resto.

Nella seconda invece illustra come tutti i benefici che noi otteniamo dallo sfruttamento di internet in realtà sono tutti vantaggi che vanno alle grandi aziende che ci spiano, ci usano come creatori gratuiti di contenuti e cose così, dice che l’utente spesso è ignaro di quello che succede attorno a lui, dei dati che gli vengono “sottratti”… Che poi dopotutto è anche vero, ma evidentemente alla gente va bene così visto che non siamo tutti ignoranti in materia e possiamo tranquillamente accettare il fatto che se Google salva le nostre ricerche, oltre che per farsi i cavolacci suoi, lo fa anche per migliorare il servizio nei nostri confronti e a me sta benissimo. Fa anche una parentesi sul come l’IT stia provocando uno spostamento della forza lavoro verso paesi più economici, ma questo è un dato di fatto ed effettivamente è un problema che andrebbe affrontato. Insomma, fa un po’ di terrorismo qua e là per un centinaio di pagine sui “cattivoni” della rete, per poi salvarsi un po’ il didietro sul finale dicendo “Tolleriamo un grado maggiore di controllo in cambio di una maggiore comodità. La tela del ragno è fatta su misura e noi, al suo interno, non siamo poi così infelici”, cercando di pararsi dalle scontate critiche che questo libro avrebbe provocato.

In definitiva, tutte le cose che dice possono anche essere vere, ma Carr si ostina metterle sotto una luce negativa che fa cogliere solo gli aspetti che possono spaventare l’utente medio e questo è sbagliato. Internet dà degli evidenti vantaggi, sia alle aziende sia alle persone, certo trovando dei compromessi, perchè niente viene offerto completamente gratis. Non è un libro da far leggere ad una persona che della rete sa poco. Voto: 4.

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