Hot & Cold

11/3/2009

Nell’epoca in cui tutte le aziende cercano di spostarsi verso un’ottica più “green” qui dalle nostre parti si cerca di fare l’esatto contrario. In questa aula in cui mi trovo ora ci saranno almeno, e non sto scherzando, 25° C, la maggior parte della gente gira in maglietta a maniche corte e si fa fatica a respirare senza che i polmoni brucino. Appena uscito dalla porta (bada bene, dell’aula, non dell’edificio) la temperatura scende brutalmente di non so quanti gradi e si percepisce anche una tutto sommato piacevole brezza dovuta alle porte d’uscita spalancate (giusto no? Regola base per mantenere il calore all’interno di una struttura è aprire tutte le finestre possibili…). La gente in aula tiene le porte sbalancate così da far entrare un po’ d’aria fresca/fredda ed evitare di morire abbrustolita. L’impianto di riscaldamento a sua volta si accende a palla per tenere la temperatura a regime con la piacevole conseguenza che in questa università c’è il più alto rischio di prendersi il raffreddore se non peggio visti gli sbalzi a cui si è sottoposti.

E il tutto alla faccia del risparmio energetico…

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