Mah…
Ciò che mi stupisce dell'Italia non è tanto la corruzione, la mancanza di libertà d'espressione, la mafia o quant'altro, che tanto ormai c'ho fatto il callo. Dovessi indignarmi ogni volta farei prima a vivere indignato e a meravigliarmi del contrario. Ciò che mi lascia perplesso è l'assoluta cecità di fronte a problematiche la cui soluzione sarebbe immediata, ma invece no, in Italia è normale sbattersene altamente, son gli altri che si abituano agli errori e non viceversa.
Sto parlando di un problema che a me effettivamente dà un fastidio relativo, ovvero che sul passante da Lodi a Saronno è da quando è stato attivato (dicembre) che c'è la vocina registrata che annuncia le fermate da Lodi a Milano Rogoredo come se stesse facendo la tratta da Milano Rogoredo a Saronno. Quindi capita che in arrivo alla stazione di Melegnano viene annunciato l'arrivo a Milano Porta Venezia. Posto che le due stazioni sono parecchio diverse posso però immaginare il disagio che questo può creare a chi il passante non lo prende tutti i giorni e si precipita alla porta rischiando di scendere alla fermata sbagliata. Il tutto è risolvibile in brevissimo tempo visto che basta dare in pasto al sintetizzatore vocale le fermate e registrarle, cosa che ho fatto pure io per fare la sigla della ZazzAdjNight [marketta] in 5 minuti. E' stato anche scritto e riscritto sul giornale locale, ma nulla...
E poi la sentenza su Google... Vabbè... Viviamo proprio in un paese che se ne frega...
Storia Di Un Pendolare E Di Una Società Che Gli Insegnò Ad Imprecare
A Trenitalia non hanno le mezze misure, non le hanno mai avute e penso che mai le avranno. Il riscaldamento ha solo due modalità che passo ad illustrarvi:
1. Modalità "Presepe": il riscaldamento, questo sconosciuto. Per non rischiare di morire congelati i passeggeri sono costretti a radunarsi al centro del vagone e ad alitarsi e scoreggiarsi addosso per creare quell'effetto presepe che solo un bue ed un asinello sarebbero in grado di ricreare alla perfezione. Leggende metropolitane raccontano che effettivamente siano conservati nella carrozza di testa (quella dove dovrebbe trovarsi il capotreno, insomma, ma che non c'è mai neanche a pagarlo, solitamente è dalla parte opposta rispetto a dove ti trovi) un paio di questi simpatici animaletti che non si sa mai... La puzza che viene generata da questa pratica di sopravvivenza si impregna inevitabilmente nei sedili riproponendosi nelle situazioni più impensabili come quella al punto 2.
2. Modalità "Mezzogiorno di fuoco sul tropico del cancro al solstizio d'estate": una volta che il riscaldamento viene acceso, viene acceso a palla, difficilmente si scende sotto i 45°, mancherebbe giusto una tizia in bikini che passa tra i sedili servendo mojito per rendere il viaggio del tutto simile ad un Ferragosto sulla riviera romagnola, peccato che i tizi che ogni tanto viaggiano con i carrellini con la roba da mangiare solitamente non sono nè le persone più simpatiche sulla faccia della terra nè tantomento girano in bikini. Il calore è tale da far sprigionare ai sedili tutta la puzza fino a quel momento immagazzinata riempiendo l'aria di una piacevole fragranza di bue muschiato bagnato insudiciato rotolato nel fango e nei suoi stessi escrementi essicato al sole e rotolato un'altra volta per essere proprio sicuri che puzzi e carogna che tanto piace ai pendolari e che così pagano ancora più volentieri il biglietto. Aggiungiamoci il sudore che i passeggeri nel frattempo emanano visto le temperature tropicali e l'effetto se non si avvicina a quello dell'esplosione di una bomba atomica poco ci manca.
La Gente C’ha Fretta

La gente corre, la gente vive di fretta. E' attanagliata dall'ansia di non fare in tempo e di arrivare in ritardo. E per questo corre, spinge e travolge tutta quella gente che invece a differenza loro cerca di vivere la propria vita in maniera del tutto tranquilla e in pace col mondo. Per raggiungere la loro destinazione sono disposti a tutto, anche ad ammazzare, ed è per questo che dovendo scendere alla stazione di Rogoredo incomincia ad alzarsi e mettersi in pole position davanti alla porta del treno già all'altezza di Tavazzano. Che poi sono le stesse persone che si ammassano di fronte alle porte dei mezzi pubblici non permettendo un normale e calmo deflusso della popolazione più tranquilla.
Dall'altro lato ci sono quelli che poi vivono la vita un po' troppo rilassati ("in polleggio", come si direbbe dalle parti di Bologna) e si appostano nei luoghi più impensabili bloccando in tutti i modi possibili la circolazione non tanto della gente che c'ha fretta ma anche della gente normale. Come quel gruppo di ragazzi che oggi ha deciso di piazzarsi sui gradini delle scale impedendo a chiunque di passare o come quella coppia di amici che, sempre oggi - sarà stata la mia giornata sfortunata -, incontrandosi dopo decenni ha improvvisato una carrambata nel punto più stretto del mondo e ha deciso di non schiodarsi più da lì per i successivi 5 minuti nonostante le persone cominciassero a rumoreggiare...
Le vie di mezzo gente, le vie di mezzo...!




