L’uomo Che Fissa Le Capre

11/10/2009

Oggi complice un leggero anticipo sull’orario di arrivo del treno mi sono fermato ad un semaforo ad osservare le manie suicide della gente. Me ne stavo lì impalato, appoggiato ad un palo ad aspettare la fatidica luce verde che con le nuove modifiche alla viabilità apportate ultimamente arriva una volta sì e l’altra dopo qualche ora, se sei fortunato. Dicevo, con questa nuova modifica la gente è diventata più impaziente (eccicredo) e ha assunto quelle strane abitudini che avevano i giapponesi un po’ di tempo fa quando prendevano una macchina e si andavano a suicidare tutti insieme appasionatamente, che è più bello. Mentre osservavo questa mandria ovina aspettare il verde noto la pecora nera del gruppo prendere e partire irresponsabilmente verso il centro della strada con l’aria di chi sfida la sorte (o morte se preferite). E subito di riflesso il resto della mandria gli va dietro, chi continuando a scrivere sul cellulare, chi parlando con l’amica, chi guardando a destra invece che a sinistra manco fossimo in Inghilterra, tutti comunque senza curarsi degli automobilisti che a ragione gli strombazzano inveendo e augurando loro di essere investiti da una macchina – magari non la loro che oltre all’assicurazione poi spiegare alla polizia che non hai fatto apposta potrebbe risultare particolarmente complicato. Le capre addirittura rispondono pure e mandano amichevolmente a quel paese i guidatori che rispondono con clacson in un crescente caos acustico decisamente insopportabile. Che poi anche io se sono in macchina strombazzo e se sono a piedi insulto e quindi sono come tutti gli altri. In parole povere, se rimetteste a posto la circolazione com’era prima saremmo tutti meno nervosi, agitati, ci manderemmo a cagare vicendevolmente molto meno e vivremmo tutti felici e contenti, grazie.

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