Prologo

05/4/2009

Non avevo mai pensato prima d’ora di iniziare a scrivere un libro. Sembra effettivamente una cosa così strana, mastodontica e riservata a pochi che quando ho iniziato quest’ ardua impresa mi sono stupito. Non pretendo che sia una scrittura da Best Seller, ci mancherebbe, è scritto infatti come piace a me, come scrivo realmente io. La Storia non la so, non chiedetemela, ho solo in mente due o tre cose certe per il “romanzo”, questo perchè come nella vita mi piace il “giorno per giorno” piuttosto che avere tutto programmato e rischiare di non mantenere nulla. So che parla di Lui e Lei, i nomi ci sono, ma dateglieli voi, non sono protagonisti effettivi. La narrazione sarà a volte sbagliata, a volte simile, come mi sono già sentito dire a “Tre Metri Sopra il Cielo”, ma non è vero. La trama sì, ok, ma solo perchè inizia ad un semaforo, ma non succede nulla. E’ solamente uno spunto perchè il libri li ho letti e mi sono rimasti dentro. Chi non lo farebbe?.

Bè, direi che già vi ho tediato abbastanza e siccome questo prologo è abbastanza lungo vi auguro una buona lettura. I commenti ed i chiarimenti sono molto graditi ed apprezzati.

PS: una volta a settimana, Deadmanwriting permettendo, verrà pubblicato un articolo di questo tipo con il tutto completo.

Ego, Filippo Sarzana.


PROLOGO

(Scarica versione PDF — © 2009 Filippo Sarzana)


Ormai faceva male da morire. Non si respirava più come in una stanza troppo piccola per 20 persone. L’aria viziata che turbava il lento mio respiro. Affannoso. Avanti e indietro, contavo a lunghi passi quel buio. Perchè sì, era buio. Non c’era una dimensione, un punto di riferimento. Ero perso. Così mi sentivo da mesi. Solo. Perso. Illuso. Io, solo.


Quando era cominciato?…

Cosa? Il mio tormento?…

No! Tutto, quando era iniziato?…


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Il sole che filtrava dalle persiane batteva forte sulle mie palpebre ancora indolenzite dalle due ore di sonno di quella notte. Il sole che mi aveva svegliato ora si nascondeva dietro grosse nubi nere. Dio, sì!…

Amo la pioggia.

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