Perchè procrastiniamo?

11/11/2008

Il seguente post deriva da una serie di idee che ho raccolto in previsione di un piccolo discorso di 3 minuti necessario per il corso di Public Speaking che ho iniziato a frequentare.
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Volevo parlarvi un attimo di una domanda che probabilmente alcuni di voi si sono posti molte volte. Perchè procrastiniamo?

Volendo per chiarificare si potrebbe usare una forma diversa della domanda:

“perchè ho appena battuto 2 volte il record a campo minato, ho controllato Facebook sei volte nell’ultima ora scoprendo quale sono dei sette nani e adesso sto leggendo la gazzetta quando ho da consegnare un progetto dopodomani e ho un esame la settimana prossima?

Le ragioni per cui procrastiniamo sono principalmente tre.

Procrastiniamo perché:

  1. Non vogliamo prenderci la responsabilità di quello che dobbiamo fare

  2. Non abbiamo ben definito quello che dobbiamo fare, ma resta un’idea vaga

  3. Non sappiamo scegliere cosa dobbiamo fare.

Se non vogliamo prendere la responsabilità di quello che dobbiamo fare le cause sono da ricercare nel nostro rapporto con il compito da svolgere. Ce ne “vergognamo”? Non ci sentiamo “sicuri” delle nostre capacità di portarlo a termine in maniera soddisfacente?
La soluzione è di valutare le ragioni che ci portano ad avere quell’incombenza e analizzarle.

Spesso questo genere di intoppi ci bloccano molto più di un semplice pomeriggio perso ed è importante valutare se scelte pregresse ci impediscono di proseguire secondo i nostri valori, o le nostre preferenze.

Una volta chiaro il problema dobbiamo chiederi COSA possiamo fare per rimetterci in una situazione produttiva e agire di conseguenza. Questo può significare tutto, da rinegoziare la divisione dei paragrafi di un lavoro con il vostro compagno di classe a cambiare facoltà universitaria o cercare un nuovo lavoro.

La seconda ragione la introduco con un esempio: a volte scrivo nella mia lista di cose da fare “studiare”.

*Non significa nulla*. “Studiare” è una delle attività che faccio nella vita, non può rappresentare specificatamente quello che voglio fare dalle 3 alle 6 di oggi pomeriggio.

In questo caso siamo fermi perchè ciò che è scritto in cima alle nostre cose da fare non è una vera e propria azione svolgibile ma un “problema malposto”. Si deve dunque lavorare di accetta e spezzarlo in una sequenza definita di azioni, o quantomeno la “azione successiva” per fare passi avanti verso la soluzione. “Studiare” diventa “prendi gli appunti della lezione di eBusiness di ieri e riscrivili con le slide davanti”. Al di là del metodo di studio, ho definito un input, un output, e una operazione da fare, e pur rappresentando del lavoro da fare, è molto meno minaccioso di “Studiare”.

A volte invece non c’è niente in cima alla nostra lista. Spesso neanche la lista! Abbiamo un’accozzaglia di idee, progetti, scadenze, commissioni, incombenze; “devo fare la spesa, devo leggere due paper, mi piacerebbe andare a Zurigo per Natale e dovrei vedere quanto costano i treni, la cucina è sporca e forse devo chiamare mia madre. Oh! E’ il compleanno della mia ragazza cosa le compro?”

Quello che ci manca in questo caso è un sistema, organizzato da noi con sperimentazioni successive e di cui abbiamo imparato a fidarci, che ci permetta di “mettere l’autopilota” e sapere sempre cosa fare in un determinato momento.

Allora, siete dei procrastinatori?

Vi riconoscete tra quelli che si fanno intimorire dal loro dovere? Oppure raggruppate quello che dovete fare in nomi “cappello” che non definiscono bene quel’è la vostra azione successiva? O magari vivete senza un sistema e vi trovate costantemetne nell’impossibilità di scegliere cosa fare?

Spero che questa velocissima panoramica vi abbia aiutato a scoprire qualcosa di più su di voi e vi ringrazio immensamente dell’attenzione.

Stay tuned, more to come.

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