DeadManWriting
14dic/090

E Adesso Basta Cazzate

di dead.ZazzA

In una giornata in cui ho letto boiate a destra e a manca senza mai fermarmi, tra gente delirante e inneggiante la rivoluzione e gente che acclamava al miracolo (neanche l'attentato al Papa credo abbia fatto così tanto scalpore) penso che ci sia ben poco da salvare di tutte queste parole. Sicuramente da leggere l'editoriale di Mario Calabresi de "La Stampa" che prova a lanciare un consiglio intelligente, anche se faccio veramente fatica a credere possa essere colto da entrambe le parti. Di seguito il testo:

Gli indignati a senso unico

MARIO CALABRESI

Ci sono momenti in cui bisognerebbe abolire due parole: ma e però. L’aggressione di un uomo, in questo caso di un primo ministro, è uno di quelli. Di fronte alla violenza non possono essere accettate subordinate, ammiccamenti o tantomeno giustificazioni. Il giorno che la politica italiana tutta lo avrà compreso fino in fondo, allora sarà davvero matura.

Il volto ferito e pieno di sangue di Silvio Berlusconi non può che lasciare sgomenti, non riesco ad immaginare una persona seria o che ami definirsi democratica e perbene che possa avere una reazione diversa.

Se invece la prima cosa che passa in testa è pensare che se la sia cercata o meritata, allora siamo entrati in uno spazio in cui la dialettica politica è degenerata.

Abbiamo ricevuto numerose lettere di persone che spiegano l’accaduto e lo comprendono come reazione ad un governo che definiscono «xenofobo», «antidemocratico» o «razzista». Sono persone che mostrano di essere solidali con gli immigrati e i più deboli, sconvolte per gli attacchi di Berlusconi ai magistrati e preoccupate per la democrazia, ma non toccate da ciò che è accaduto ieri sera. Questo modo di ragionare mi fa paura: come è possibile mostrare sensibilità a senso unico, battersi contro le violenze e poi giustificare un’aggressione, essere democratici e pacifisti e provare soddisfazione per il volto tumefatto di Berlusconi. Significa che l’ideologia continua a inquinare le coscienze, ad oscurare le menti.

Si può pensare che il presidente del Consiglio sia inadatto a governare, essere convinti che le sue esternazioni contro gli altri poteri dello Stato così come contro gli organi di garanzia siano allarmanti e sbagliate, essere preoccupati per quelle leggi «ad personam» che rischiano di peggiorare lo stato della giustizia italiana, ma niente di tutto ciò può giustificare la violenza. C’è una linea che in democrazia non si può passare, un discrimine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è a cui non si può derogare. E dire che sembrerebbe essere chiaro a tutti: tanto che anche a sinistra si invita alla mobilitazione democratica in seguito ad ogni aggressione o violenza. Questo deve valere anche per il leader di un governo di centrodestra, anche per Silvio Berlusconi.

Da ieri sera i blog e Internet sono invasi da battute, ironia, festeggiamenti e dai deliri di chi ci spiega che se l’è cercata. Su Facebook sono già nati decine di gruppi di fans dell’aggressore, Massimo Tartaglia, che in poche ore hanno raccolto migliaia di sostenitori. La rete, purtroppo, mostra ancora una volta di raccogliere il peggio di noi, ma politici e giornali hanno il dovere di non dare sponde, di essere seri e di capire che le giustificazioni ci portano su strade senza ritorno e che non si può continuare ad alzare il livello dello scontro.

E questo riguarda non solo la sinistra ma anche il premier, la sua maggioranza e i giornali che gli sono più vicini. Da mesi quasi nessuno sembra capace di sottrarsi alla tentazione di alimentare il clima terribile in cui viviamo, l’Italia somiglia sempre più ad uno stadio in cui si sente solo la voce degli ultras che gridano mentre incendiano le curve. In questo scontro continuo, in cui si parla soltanto dei destini del premier, si è persa di vista qualunque considerazione sullo stato del Paese e sui suoi bisogni.

Il presidente del Consiglio, a cui va la nostra solidarietà sincera, speriamo sia così saggio da capire che proprio lui - l’aggredito - ora può fare la differenza: può abbassare i toni e aprire la strada per un confronto più civile e rispettoso. C’è da augurarsi che anche tutta l’opposizione lo capisca e sia capace di isolare chi delira.

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17ott/090

Me

di dead.ZazzA

Guardo la partita della Juve, compilo il referto della partita di oggi, installo Hamachi su due computer, parlo con mio padre, metto a lavare la divisa per usarla domani e mangio dell'ottimo grana padano. Il tutto contemporaneamente. Sono decisamente un uomo multitasking!

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25set/090

Alcolisti Anonimi

di dead.ZazzA

Io sto ridendo da due ore e mezza, solo ora riesco a postarlo sul blog :D

Traduzione, se ce ne fosse bisogno:

Vignetta 1 - Ehi Gesù! Non puoi bere! Tu sei il guidatore designato!

Vignetta 2 - Non ti preoccupare amico. E' solo acqua.

Vignetta 3 - Oh. Nessun problema allora. Divertiti!

via | Nemo

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26mar/090

Pensavo Non Si Potesse Arrivare A Tanto

di dead.ZazzA

"Malcontento della Santa Sede per la Rai affidata al ticket laico Garimberti-Masi che ieri ha ricevuto il «via libera» del premier Berlusconi (oggi è prevista l’investitura formale all’assemblea dei soci e giovedì quella della commissione di Vigilanza). Dopo le rassicurazioni di Palazzo Chigi su una presidenza e una direzione generale «attente alla sensibilità cattolica», la fumata bianca a viale Mazzini ha provocato stupore e insoddisfazione in Curia, dove si era puntato tutto su una «figura di garanzia» come Lorenza Lei, ex responsabile di Rai Giubileo da tempo in lizza per la direzione o la vice con deleghe «pesanti». Secondo quanto si apprende in Vaticano, nei contatti intercorsi fino a pochi giorni fa il governo aveva garantito nei Sacri Palazzi che dal confronto con l’opposizione sarebbero usciti candidati (come Enzo Cheli, Pier Luigi Celli, Marcello Sorgi) verso i quali non erano stati mossi da Oltretevere rilievi critici. Se ne sarebbe parlato anche due settimane fa, in via riservata e fuori dall’ufficialità del protocollo, in una cena a Villa Giorgina Levi, sede della nunziatura apostolica in Italia. In quella e in altre occasioni, alla sollecitudine manifestata da esponenti vaticani di primo piano per una televisione centrata sui «valori non negoziabili» hanno fatto riscontro le garanzie dell’esecutivo riguardo «un gruppo dirigente della Rai vicino alle istanze del mondo cattolico». Poi lunedì, a poche ore dalla conclusione del viaggio papale in Africa e mentre il presidente della Cei Angelo Bagnasco lamentava l’attacco dei mass media al Pontefice «irriso e offeso», è arrivata la sgradita sorpresa sulla Rai. Da tempo nei Sacri Palazzi la «piega laicista» del servizio pubblico veniva paventata e tenuta d’occhio nel momento di transizione delle nomine e si caldeggiava velatamente che la scelta cadesse su figure di segno diverso da quelle poi effettivamente emerse. In Vaticano, per valorizzazione della funzione formativa della tv pubblica si intendono nomi diversi da quelli - viene fatto notare - che ieri sono stati lungamente lodati nelle trasmissioni di Radio Radicale. E non è sfuggito Oltretevere il recente affondo anti-Vaticano del laicissimo editorialista Paolo Garimberti, di antiche simpatie repubblicane, nella sua rubrica sul «Venerdì di Repubblica»."

Non so, il prossimo passo quale sarà?! La regolamentazione delle tariffe telefoniche? Oppure il 10% dei pedaggi autostradali DEVE andare alla Chiesa perchè Dio vuole che sia così?  Oppure sul ponte sullo Stretto verrà eretta anche una Basilica?

Ma quando capiranno che l'Italia è uno stato LAICO e che non possono rompere su ogni cosa che succede in questo benedetto paese?! EBBASTA!!!

Via | alfonsofuggetta.org

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