Storia Di Un Pendolare E Di Una Società Che Gli Insegnò Ad Imprecare

11/27/2009

A Trenitalia non hanno le mezze misure, non le hanno mai avute e penso che mai le avranno. Il riscaldamento ha solo due modalità che passo ad illustrarvi:

1. Modalità “Presepe”: il riscaldamento, questo sconosciuto. Per non rischiare di morire congelati i passeggeri sono costretti a radunarsi al centro del vagone e ad alitarsi e scoreggiarsi addosso per creare quell’effetto presepe che solo un bue ed un asinello sarebbero in grado di ricreare alla perfezione. Leggende metropolitane raccontano che effettivamente siano conservati nella carrozza di testa (quella dove dovrebbe trovarsi il capotreno, insomma, ma che non c’è mai neanche a pagarlo, solitamente è dalla parte opposta rispetto a dove ti trovi) un paio di questi simpatici animaletti che non si sa mai… La puzza che viene generata da questa pratica di sopravvivenza si impregna inevitabilmente nei sedili riproponendosi nelle situazioni più impensabili come quella al punto 2.

2. Modalità “Mezzogiorno di fuoco sul tropico del cancro al solstizio d’estate”: una volta che il riscaldamento viene acceso, viene acceso a palla, difficilmente si scende sotto i 45°, mancherebbe giusto una tizia in bikini che passa tra i sedili servendo mojito per rendere il viaggio del tutto simile ad un Ferragosto sulla riviera romagnola, peccato che i tizi che ogni tanto viaggiano con i carrellini con la roba da mangiare solitamente non sono nè le persone più simpatiche sulla faccia della terra nè tantomento girano in bikini. Il calore è tale da far sprigionare ai sedili tutta la puzza fino a quel momento immagazzinata riempiendo l’aria di una piacevole fragranza di bue muschiato bagnato insudiciato rotolato nel fango e nei suoi stessi escrementi essicato al sole e rotolato un’altra volta per essere proprio sicuri che puzzi e carogna che tanto piace ai pendolari e che così pagano ancora più volentieri il biglietto. Aggiungiamoci il sudore che i passeggeri nel frattempo emanano visto le temperature tropicali e l’effetto se non si avvicina a quello dell’esplosione di una bomba atomica poco ci manca.

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