E Adesso Basta Cazzate
In una giornata in cui ho letto boiate a destra e a manca senza mai fermarmi, tra gente delirante e inneggiante la rivoluzione e gente che acclamava al miracolo (neanche l'attentato al Papa credo abbia fatto così tanto scalpore) penso che ci sia ben poco da salvare di tutte queste parole. Sicuramente da leggere l'editoriale di Mario Calabresi de "La Stampa" che prova a lanciare un consiglio intelligente, anche se faccio veramente fatica a credere possa essere colto da entrambe le parti. Di seguito il testo:
Gli indignati a senso unico
MARIO CALABRESI
Ci sono momenti in cui bisognerebbe abolire due parole: ma e però. L’aggressione di un uomo, in questo caso di un primo ministro, è uno di quelli. Di fronte alla violenza non possono essere accettate subordinate, ammiccamenti o tantomeno giustificazioni. Il giorno che la politica italiana tutta lo avrà compreso fino in fondo, allora sarà davvero matura.
Il volto ferito e pieno di sangue di Silvio Berlusconi non può che lasciare sgomenti, non riesco ad immaginare una persona seria o che ami definirsi democratica e perbene che possa avere una reazione diversa.
Se invece la prima cosa che passa in testa è pensare che se la sia cercata o meritata, allora siamo entrati in uno spazio in cui la dialettica politica è degenerata.
Abbiamo ricevuto numerose lettere di persone che spiegano l’accaduto e lo comprendono come reazione ad un governo che definiscono «xenofobo», «antidemocratico» o «razzista». Sono persone che mostrano di essere solidali con gli immigrati e i più deboli, sconvolte per gli attacchi di Berlusconi ai magistrati e preoccupate per la democrazia, ma non toccate da ciò che è accaduto ieri sera. Questo modo di ragionare mi fa paura: come è possibile mostrare sensibilità a senso unico, battersi contro le violenze e poi giustificare un’aggressione, essere democratici e pacifisti e provare soddisfazione per il volto tumefatto di Berlusconi. Significa che l’ideologia continua a inquinare le coscienze, ad oscurare le menti.
Si può pensare che il presidente del Consiglio sia inadatto a governare, essere convinti che le sue esternazioni contro gli altri poteri dello Stato così come contro gli organi di garanzia siano allarmanti e sbagliate, essere preoccupati per quelle leggi «ad personam» che rischiano di peggiorare lo stato della giustizia italiana, ma niente di tutto ciò può giustificare la violenza. C’è una linea che in democrazia non si può passare, un discrimine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è a cui non si può derogare. E dire che sembrerebbe essere chiaro a tutti: tanto che anche a sinistra si invita alla mobilitazione democratica in seguito ad ogni aggressione o violenza. Questo deve valere anche per il leader di un governo di centrodestra, anche per Silvio Berlusconi.
Da ieri sera i blog e Internet sono invasi da battute, ironia, festeggiamenti e dai deliri di chi ci spiega che se l’è cercata. Su Facebook sono già nati decine di gruppi di fans dell’aggressore, Massimo Tartaglia, che in poche ore hanno raccolto migliaia di sostenitori. La rete, purtroppo, mostra ancora una volta di raccogliere il peggio di noi, ma politici e giornali hanno il dovere di non dare sponde, di essere seri e di capire che le giustificazioni ci portano su strade senza ritorno e che non si può continuare ad alzare il livello dello scontro.
E questo riguarda non solo la sinistra ma anche il premier, la sua maggioranza e i giornali che gli sono più vicini. Da mesi quasi nessuno sembra capace di sottrarsi alla tentazione di alimentare il clima terribile in cui viviamo, l’Italia somiglia sempre più ad uno stadio in cui si sente solo la voce degli ultras che gridano mentre incendiano le curve. In questo scontro continuo, in cui si parla soltanto dei destini del premier, si è persa di vista qualunque considerazione sullo stato del Paese e sui suoi bisogni.
Il presidente del Consiglio, a cui va la nostra solidarietà sincera, speriamo sia così saggio da capire che proprio lui - l’aggredito - ora può fare la differenza: può abbassare i toni e aprire la strada per un confronto più civile e rispettoso. C’è da augurarsi che anche tutta l’opposizione lo capisca e sia capace di isolare chi delira.
Piove?
A Milano, nel caso in cui non ve ne foste accorti, piove ininterrottamente da 3 giorni. Va bene che questo mi ha permesso di trovare un'ottima scusa per non andare a correre, ma adesso ha anche un po' rotto le scatole! Piove, Milano si allaga e diventa peggio di Venezia. Le strade sono impraticabili, ci sono pozzanghere dove pare abbiano trovato anche pesci gatto, gli automobilisti impazziscono perchè per forza di cose la circolazione ne risente. Piove, c'è questo incessante rumore di scrosci d'acqua nelle orecchie che dopo un po' dà pure fastidio e non hai neppure la soddisfazione di poter dire "aaaaaaaah, piove e io me ne sto in casa sotto lenzuola" visto che devi andare a lezione e preparare degli esami. Piove, ti domandi perchè mai le strade di Milano sono state costruite esattamente al contrario di come le avevano pensate intelligentemente i romani, ovvero più alte al centro e più basse ai lati, e ti ritrovi a dover fare i 50 metri stile libero per poter arrivare in università. Numerosi gli studenti dispersi. Piove, e vivi perennemente bagnato dalla testa ai piedi perchè ovviamente tu ripudi l'ombrello, che schifo, è da sfigati, è naife, e quindi te la prendi tutta dalla prima all'ultima goccia e ti lamenti pure. Governo ladro. Piove. E questo mi sembra chiaro. Fortunatamente l'ATM ha trovato delle soluzioni alternative (vedi foto sopra)
Sull’Accorpamento
Referendum, la Lega non cede:
no all'accorpamento, è incostituzionale
Il Carroccio mantiene il suo no ad accorpare referendum ed europee, ma apre al compromesso: votare il 21 giugno
E' vero, sarà pur incostituzionale accorpare le elezioni europee con il referendum, però si tratterebbe anche di risparmiare 460 milioni (sì sì Q U A T T R O C E N T O S E S S A N T A milioni) di euro invece che fare 200 votazioni sparse su tutto giugno. Quando si tratta di pararsi il culo cambiando la costituzione sono tutti pronti a farlo, quando invece, e sinceramente non mi spiego il motivo, potrebbe servire a tutti no. Perchè diciamocelo sinceramente, parte di quei soldi risparmiati si potrebbero tranquillamente investire da qualche altra parte (Abruzzo per esempio...). Invece no, la Lega non vuole. La Lega dico io... Vabbè...
06.04.2009
06.04.2009 -- Terremoto in Abruzzo
... Solidarietà a voi
Foto | Corriere




