Presentazioni
Ma sono l'unico che quando vedo una presentazione fatta su un template grigio con le scritte nere prova un conato di vomito di quelli che ti fanno fare una faccia da pirla? Sono l'unico che apprezza la linearità e la semplicità di slide con sfondo prevalentemente bianco (o neutro) con accenni in trasparenza di disegni? Ultimamente mi pare di sì, ovunque guardo vedo di quei template da far accapponare la pelle, con una pesantezza stilistica da far paura, ma evidentemente, appunto, è solo a me che dà così tanto fastidio. Ogni tanto mi pare di rivedere quei siti con sfondo blu accesso e scritte in verde fosforescente blinking che fanno tanto anni '90. Vabbè, torno a scrivere delle cose serie prima di prendere a morsi power point...
Schiavitù Universitaria
Ti accorgi di essere passato al lato oscuro dell'Ignegneria quando improvvisamente ti ritrovi ad utilizzare in maniera spropositata Word (o chi per esso) al posto di Mathlab. Non che io abbia mai fatto un uso sfrenato di Mathlab, sia chiaro, ma questo è solo per fancazzismo mio più che per mancanza di corsi in cui era compreso, anche perchè te lo facevano usare pure nel corso di Ginnastico adducendo una qualche strana motivazione tipo "le arance non sono tanto buone oggi, sarà che è il 15 settembre, calcolate il grado di entropia dell'universo con uno script in Mathlab" e tu ci rimanevi un po' così tra il basito e il mi-stai-prendendo-per-i-fondelli-vero? Perchè poi sta cosa che gli ingegneri sanno trovare una spiegazione a tutto non è neanche così una diceria e quindi incominci a pensare che le arance marce e l'entropia dell'universo possano essere in effetti collegate in qualche strana maniera trovata da qualche strano fisico o chimico il cui nome sarà verosimilmente Natta, sì, proprio quello a cui hanno intitolato l'aula più scomoda del Politecnico e che si rifiutano di ammodernarla in suo ricordo...
Ma stavamo parlando di Word, in effetti. Ma credo mi terrò questo discorso per un'altra volta, probabilmente quando sarò più sul nervoso andante...
Il Lato Oscuro Della Rete
Si avvisano i gentili lettori che questo articolo contiene MIE personali opinioni, la vena ironica (sempre che ci sia) non vuole essere offensiva per nessuno, ma semplice espressione del mio pensiero. D'altronde non pretendo di possedere la verità assoluta... Non ancora perlomeno...

Mi son ritrovato questo libro di Nicholas Carr tra le mani perchè assegnatomi da un docente universitario per poter sostenere l'esame. L'autore l'avevo già sentito e in effetti è famoso per un suo articolo, "IT doesn't matter", scritto per l'Harvard Business School in cui sostiene la non rilevanza strategica delle risorse IT per le aziende e il loro ormai affermato ruolo di commodity, tesi decisamente opinabile e alquanto limitante per quanto mi riguarda.
In questo libro non è da meno. La prima metà viene utilizzata per parlare dello sviluppo dell'elettricità e delle utility elettriche e delle sue correlazione con la crescita dell'IT come general purpose technology. E se devo essere sincero ho trovato molto più interessante questa parte, che poteva essere tranquillamente evitata ma che avrebbe reso il libro un opuscolo di poche pagine, che tutto il resto.
Nella seconda invece illustra come tutti i benefici che noi otteniamo dallo sfruttamento di internet in realtà sono tutti vantaggi che vanno alle grandi aziende che ci spiano, ci usano come creatori gratuiti di contenuti e cose così, dice che l'utente spesso è ignaro di quello che succede attorno a lui, dei dati che gli vengono "sottratti"... Che poi dopotutto è anche vero, ma evidentemente alla gente va bene così visto che non siamo tutti ignoranti in materia e possiamo tranquillamente accettare il fatto che se Google salva le nostre ricerche, oltre che per farsi i cavolacci suoi, lo fa anche per migliorare il servizio nei nostri confronti e a me sta benissimo. Fa anche una parentesi sul come l'IT stia provocando uno spostamento della forza lavoro verso paesi più economici, ma questo è un dato di fatto ed effettivamente è un problema che andrebbe affrontato. Insomma, fa un po' di terrorismo qua e là per un centinaio di pagine sui "cattivoni" della rete, per poi salvarsi un po' il didietro sul finale dicendo "Tolleriamo un grado maggiore di controllo in cambio di una maggiore comodità. La tela del ragno è fatta su misura e noi, al suo interno, non siamo poi così infelici", cercando di pararsi dalle scontate critiche che questo libro avrebbe provocato.
In definitiva, tutte le cose che dice possono anche essere vere, ma Carr si ostina metterle sotto una luce negativa che fa cogliere solo gli aspetti che possono spaventare l'utente medio e questo è sbagliato. Internet dà degli evidenti vantaggi, sia alle aziende sia alle persone, certo trovando dei compromessi, perchè niente viene offerto completamente gratis. Non è un libro da far leggere ad una persona che della rete sa poco. Voto: 4.
Il Comando Delle Scimmie

Sono arrivato a questa conclusione, siamo in mano alle scimmie, loro hanno il comando. O perlomeno hanno delle posizioni di rilievo. Vi spiego perchè. Un giorno alla Microsoft, metre sviluppavano XP, si sono trovati di fronte al problema di dover scrivere la parte relativa alla risorse di rete e alla condivisione file e stampanti. Trovandosi a corto di personale si sono rivolti allo zoo di San Francisco (c'è uno zoo a SF, no?) e ottennero un branco di babbuini nani della Patagonia subsahariana, noti per la loro spiccata informatizzazione, e li misero subito al lavoro dimenticandosi però di controllare che diamine stessero combinando ogni tanto. Il risultato, di per sè già noto, è che far dialogare un PC con un Mac o con un macchina Linux attraverso una rete è praticamente impossibile. Ciò che non è noto ai più è il mistero dei gruppi di lavoro che rendono impossibile la condivisione anche tra computer XP. Sono giorni, direi anche mesi, che cerco invano di ottenere una connessione permanente con la stampante del computer di casa senza nessun risultato. Ogni volta che riavvio il computer sono costretto a dover ripetere la lentissima operazione di condivisione. E non vi nascondo che sia uno smaronamento colossale.
Pare - e dico pare perchè non è ancora stato dimostrato - che altri branchi di babbuini nani della Patagonia subsahariana siano stati assunti anche da un'importante università ingegneristica di Milano (evitiamo di far nomi va...) nel reparto "Orario dei corsi" e da una nota azienda di trasporti milanesi sempre nel ramo "Orario dei mezzi". I risultati sono paragonabili a quelli ottenuti in Microsoft.
Poi ci sarebbe anche il mistero degli aggiornamenti automatici di Windows, ma questa è tutta un'altra storia...


