Spirito Imprenditoriale
Poco fa stavo camminando per le vie della mia città, Lodi, pensando a quanto fosse una città triste. So che è lunedì pomeriggio e notoriamente non è che i negozi stiano aperti per far felice me, su questo non ci piove, peccato che domani sia la festa del patrono, San Bassiano, e che già oggi tutti gli studenti delle scuole lodigiane sono a casa, che ci manca che i presidi si facciano sfuggire l'occasione di farsi un bel ponticello di 3 giorni dopo quello che si sono inventati il 7 dicembre festeggiando pure Sant'Ambrogio ed essere solidali con i milanesi... Questo significa che domani arriveranno le bancarelle, la trippa (bleargh) e tutte le menate che ci sono solitamente, ma significa anche che oggi tutti gli studenti sono a casa e tanti potenziali acquirenti si aggirano spauriti per le vie della città. Ma i negozianti sono noti per il loro spirito imprenditoriale che li spinge a tenere chiusi anche la domenica pomeriggio quando c'è più gente in giro che altrimenti guadagnano troppo, lo fanno per il nostro bene lo fanno, per non farci spendere i nostri già scarni stipendi, cosa credete? E quindi anche oggi tutto chiuso che è meglio farsi un giorno a casa piuttosto che rallegrare questa città, eccezion fatta per Tezenis - che ho opportunamente evitato - e la Mondadori - in cui invece ho pensato bene di lasciare un ricordino di 22€ che non si sa mai, facciamola girare questa economia -. Che poi voglio dire, non è che facciano un piacere a me a stare aperti, ma ci guadagnerebbero e non credo neanche poco. E invece gli sforzi di questa città si concentrano tutti nel far chiudere i locali notturni per il "rumore", nel far godere sonni "tranquilli" a chi ha più di 30 anni e oramai il sabato sera lo passa in pantofole sul divano e va a letto alle dieci e nel costruire una città a misura di vecchio, in tutto e per tutto.
E poi mi domando perchè questa città è una città morta e la gente va a fare shopping e a divertirsi da altre parti... Ecco perchè.
La Biblioteca Dei Morti
Una pensata insolita per uno dei thriller più strani che abbia mai letto. Un intreccio tra passato e presente che nasconde un segreto che l'umanità non può neanche immaginare (no, niente di catastrofico)... Un libro bellissimo da leggere. E che soprattutto smentisce Giacobbo, il mondo non finisce nel 2012. Voto: 9.
I Pilastri Della Terra

Non avevo mai letto Ken Follet prima d'ora e ho sempre avuto questo libro che girava per caso. Ogni tanto ci passavo a fianco, lo guardavo e intimamente pensavo "prima o poi ti leggerò librone, prima o poi" salvo poi rinunciarci dopo qualche pagina per non so quale strano motivo. Poi mi son deciso, preso da un raptus, ma mi sono accorto che la copia che mia madre aveva comprato qualche eone fa non aveva le ultime pagine. Abbandonato di nuovo... Poi un bel giorno di luglio l'ho trovato scontato, l'ho preso e ho aspettato che i tempi fossero di nuovo maturi, venerdì scorso l'ho iniziato, ieri l'ho finito. Bello! Appassionante dalla prima all'ultima pagina, non ci sono momenti morti, i personaggi sono caratterizzati molto bene tanto che a volte m'è venuta voglia di andare da Follet ad ammazzarlo di botte per quello che stava facendo passare ai miei preferiti. L'ho letto tutto d'un fiato, le storie che si intrecciavano, i colpi di scena e tutto il resto mi hanno costantemente tenuto attaccato al libro fino alla fine, quando lo chiudevo era come interrompere la visione di un film per una telefonata, insopportabile. Non ho neanche avuto la tentazione di rallentare sul finale come faccio di solito per non bruciarmelo, dovevo sapere come andava a finire. Ora ho voglia di andarmi a prendere "Mondo senza fine" per vedere cosa s'è inventato ancora Follet che entra di diritto nella schiera degli scrittori che stimo. Voto (scontato): 9,5.
Ask The Pilot

Per essere il mio primo libro (completamente) letto in inglese devo ammettere di averci messo relativamente poco a terminarlo, circa una settimana. L'autore è un pilota di aerei di linea - la compagnia l'ho letta ieri ma me la sono già dimenticata - che s'è preso la briga di riassumere tutte le principali curiosità che gli sono state rivolte o che ha sentito da viaggiatori preoccupati per la loro vita o semplicemente interessati al volo aereo e che già raccoglieva, e raccoglie tutt'ora, su una rubrica all'interno di Salon.com.
Il libro scorre via abbastanza veloce tra aneddoti, nozioni tecniche e fatti curiosi, forse è un po' menosa la parte finale sulle livree degli aerei che si poteva saltare senza troppi problemi, m'ha stupito scoprire che la Ryanair è la quinta compagnia mondiale per fatturato e che nei primi dieci c'è una sola statunitense e tante altre cose che se volete imparare è meglio che vi compriate il libro.
Non pretende di far passare la paura di volare, che non ho, ma spiega molti di quei fenomeni e luoghi comuni che terrorizzano normalmente la gente, tanto da farla restare aggrappata al proprio sedile per nove ore consecutive (quando non si gettano in braccio al passeggero a fianco). Tutto sommato piacevole, di certo non un masterpiece della letteratura mondiale. Voto: 7.
Il Lato Oscuro Della Rete
Si avvisano i gentili lettori che questo articolo contiene MIE personali opinioni, la vena ironica (sempre che ci sia) non vuole essere offensiva per nessuno, ma semplice espressione del mio pensiero. D'altronde non pretendo di possedere la verità assoluta... Non ancora perlomeno...

Mi son ritrovato questo libro di Nicholas Carr tra le mani perchè assegnatomi da un docente universitario per poter sostenere l'esame. L'autore l'avevo già sentito e in effetti è famoso per un suo articolo, "IT doesn't matter", scritto per l'Harvard Business School in cui sostiene la non rilevanza strategica delle risorse IT per le aziende e il loro ormai affermato ruolo di commodity, tesi decisamente opinabile e alquanto limitante per quanto mi riguarda.
In questo libro non è da meno. La prima metà viene utilizzata per parlare dello sviluppo dell'elettricità e delle utility elettriche e delle sue correlazione con la crescita dell'IT come general purpose technology. E se devo essere sincero ho trovato molto più interessante questa parte, che poteva essere tranquillamente evitata ma che avrebbe reso il libro un opuscolo di poche pagine, che tutto il resto.
Nella seconda invece illustra come tutti i benefici che noi otteniamo dallo sfruttamento di internet in realtà sono tutti vantaggi che vanno alle grandi aziende che ci spiano, ci usano come creatori gratuiti di contenuti e cose così, dice che l'utente spesso è ignaro di quello che succede attorno a lui, dei dati che gli vengono "sottratti"... Che poi dopotutto è anche vero, ma evidentemente alla gente va bene così visto che non siamo tutti ignoranti in materia e possiamo tranquillamente accettare il fatto che se Google salva le nostre ricerche, oltre che per farsi i cavolacci suoi, lo fa anche per migliorare il servizio nei nostri confronti e a me sta benissimo. Fa anche una parentesi sul come l'IT stia provocando uno spostamento della forza lavoro verso paesi più economici, ma questo è un dato di fatto ed effettivamente è un problema che andrebbe affrontato. Insomma, fa un po' di terrorismo qua e là per un centinaio di pagine sui "cattivoni" della rete, per poi salvarsi un po' il didietro sul finale dicendo "Tolleriamo un grado maggiore di controllo in cambio di una maggiore comodità. La tela del ragno è fatta su misura e noi, al suo interno, non siamo poi così infelici", cercando di pararsi dalle scontate critiche che questo libro avrebbe provocato.
In definitiva, tutte le cose che dice possono anche essere vere, ma Carr si ostina metterle sotto una luce negativa che fa cogliere solo gli aspetti che possono spaventare l'utente medio e questo è sbagliato. Internet dà degli evidenti vantaggi, sia alle aziende sia alle persone, certo trovando dei compromessi, perchè niente viene offerto completamente gratis. Non è un libro da far leggere ad una persona che della rete sa poco. Voto: 4.


