La Gente C’ha Fretta

La gente corre, la gente vive di fretta. E' attanagliata dall'ansia di non fare in tempo e di arrivare in ritardo. E per questo corre, spinge e travolge tutta quella gente che invece a differenza loro cerca di vivere la propria vita in maniera del tutto tranquilla e in pace col mondo. Per raggiungere la loro destinazione sono disposti a tutto, anche ad ammazzare, ed è per questo che dovendo scendere alla stazione di Rogoredo incomincia ad alzarsi e mettersi in pole position davanti alla porta del treno già all'altezza di Tavazzano. Che poi sono le stesse persone che si ammassano di fronte alle porte dei mezzi pubblici non permettendo un normale e calmo deflusso della popolazione più tranquilla.
Dall'altro lato ci sono quelli che poi vivono la vita un po' troppo rilassati ("in polleggio", come si direbbe dalle parti di Bologna) e si appostano nei luoghi più impensabili bloccando in tutti i modi possibili la circolazione non tanto della gente che c'ha fretta ma anche della gente normale. Come quel gruppo di ragazzi che oggi ha deciso di piazzarsi sui gradini delle scale impedendo a chiunque di passare o come quella coppia di amici che, sempre oggi - sarà stata la mia giornata sfortunata -, incontrandosi dopo decenni ha improvvisato una carrambata nel punto più stretto del mondo e ha deciso di non schiodarsi più da lì per i successivi 5 minuti nonostante le persone cominciassero a rumoreggiare...
Le vie di mezzo gente, le vie di mezzo...!
Tregua

Sembrerebbe che nei piani alti oggi si siano accorti di aver dimenticato l'autunno per strada e abbiano cercato di rimediare al danno e soprattutto di concedere una tregua alla povera gente che s'è vista costretta a tirar fuori il giubbotto invernale ancora prima di metà ottobre. Scrivo sotto un tiepido sole direttamente dal campus Bovisa grazie alla connessione del Politecnico che qui va, mentre nelle aule nuove no (e questo devo ancora capirlo) e attendo ancora qualche minuto prima di assaltare i panini che ho nello zaino e placare questa fame da mammuth che mi attanaglia lo stomaco da questa mattina. Mattina in cui mi son ricordato di quanto sia inquinata l'aria di Milano andando da Lambrate a Loreto a piedi per raggiungere il Politecnico e avere un piacevole incontro che mi lascerà parecchio da riflettere e poco tempo per decidere, ma ce la farò...
Nel frattempo, proprio mentre scrivo, il sole diventa sempre più pallido, la temperatura cala e un incazzatissimo gruppo di pinguini sulla panchina a fianco mi lancia strane occhiate malefiche... Ho paura...
Io Contro Il Grande-Dio-Delle-Macchinette Ep. 2
Sottotitolo: "Perchè non è mai finita finchè non lo decide Lui"
Pare ormai evidentente che lassù qualcuno mi appia preso piacevolmente come suo divertimento personale. Sì, il Grande-Dio-delle-Macchinette ha colpito ancora e l'ha fatto, se possibile, ancora più subdolamente della volta scorsa. La scena si svolge in tarda serata nella stazione di Milano Lambrate, le membra sono stanche, abbiamo appena mangiato una pizza e abbiamo una sete clamorosa. Visto che le regie Ferrovie dello Stato hanno dotato quasi tutte le pensiline di distributori automatici decido di approfittarne per placare le mie voglie di monossido di diidrogeno, mi preparo con il necessario eurino (direi di non soffermarmi sul prezzo, manco volessi dello champagne) e mi avvio verso la - poi maledetta - macchinetta. Inserisco con una certa foga la monetina che mi viene immediatamente rimandata indietro. Ritento, di nuovo, ritento, ancora e ancora. Niente non la prende, ma io non demordo. Essendo ormai serata di sbattimenti decido di farmi le scale e provare sugli altri binari, ma nulla, la mia monetina proprio non gli piace. Mi viene la brillante idea di provare con due cinquanta centesimi, inserisco e li prende! Già sto esultando alla faccia del Grande-Dio-delle-Macchinette, ma come avete ben imparato questa è la mossa più sbagliata da fare. E infatti non va la pulsantiera e quindi non posso selezionare nulla. Sconsolato provo a farmi restituire i soldi, cosa che solitamente non funziona mai, ma stavolta va e mi viene restituito un euro intero. Commetto il mio secondo errore emettendo un "AH-AH" nelsoniano e reinserendo i soldi per poter fare la mia danza della vittoria. Errore, perchè oramai il Grande-Dio-delle-Macchinette è visibilmente fuori di sè, due esultanze così sfacciate in una sera sola non è solito perdonarle e infatti non fa sconti. Mi ha mangiato l'euro che ho inserito! Mi allontano quindi sconfitto, senza acqua e assetato. Cornuto e mazziato!
Sì sì, ti odio Grande-Dio-delle-Macchinette, TI ODIO!



