DeadManWriting
25dic/090

On The Way Home

di dead.ZazzA

Siamo atterrati al Roma Fiumicino dopo un piacevole volo in business class. Penso che botte di culo di queste proporzioni me ne ricapiteranno poche in tutta la mia vita, quando la hostess ci ha cambiato le carte di imbarco devo ammettere di essermi sentito un po' una merda, 385€ per un volo a/r su NYC in business. Poi m'è passato subito. Alla fin fine se ci sono delle carte fedeltà in qualche maniera bisognerà pur sfruttarle in qualche maniera, no? (sorvolerei volentieri sulla faccia di merda di mio fratello nel fare il gentile con tutti gli impiegati Alitalia, ma se i risultati son questi va pure bene).

Ci siamo fatti una doccia e siamo in attesa che aprano l'imbarco del volo per Milano, poi arriveremo a casa dove ci attende il pranzo coi parenti, lo spacchettamento dei regali - sempre che ce ne siano visto che il mio era l'albergo a New York - , poi cena dalla nonna e finalmente F che una settimana è lunga da far passare, non vedo l'ora!

Essere di nuovo sullo stesso fuso di tutta la gente che senti normalmente fa un certo effetto, mi connetto ai vari siti e non li trovo vuoti alle nove di sera, la gente risponde ai messaggi in tempo reale, insomma... Buon Natale!

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24dic/090

Primo

di dead.ZazzA

Primo

ULTIM'ORA - I Sarzana in Business anche sul volo di ritorno Aeroporto JFK (New York) - Ce l'hanno fatta. Matteo Sarzana e i suoi fratelli prenderanno posto in business class anche sul volo di ritorno che tra pochi minuti li porterà all'aeroporto di Milano Malpensa. La notizia si è diffusa pochi istanti fa, ma già circolano particolari sulla fortunata riuscita di quella che nelle ore passate aveva assunto i tratti di un'odissea familiare. Trapela infatti da fonti interne ad Alitalia, confermate dallo staff del JFK, la presa di posizione del fratello maggiore, Matteo, che al grido: "Non è colpa mia se ci mettete tre mesi a spedire la Freccia Alata Plus" avrebbe minacciato licenziamenti a catena, adducendo anche un'amicizia particolare con un membro dello staff della compagnia italiana (un rapporto davvero particolare, quasi bondage. ndr). Impauriti dalle esclamazioni del Sarzana, gli steward di terra di Alitalia avrebbero chinato il capo, per accettare le richieste del giovane. Matteo Sarzana, 28 anni, non è nuovo a questo tipo di uscite. Passato alle voci della cronaca per alcuni suoi scatti discussi, ha preso le luci della ribalta quando Massimo Costa lo definì in un'intervista "Un giovane manager di talento". A capo di VML, all'interno di Y&R Brands, Sarzana ha voluto così dare un'ulteriore impronta al modo di vivere mondiale e in particolare all'essenza milanese (adottata, ndr) da esportazione. Dopo il volo di andata, per il quale fu spillata la business, Sarzana taglia un altro traguardo per il volo di ritorno. Davvero il miglior modo di spiegare ai fratelli portati sotto la sua egida come si viva. Con dieci carte in tasca, sperando di avere quella giusta. Già passata agli Annali la frase detta da Matteo Sarzana mentre all'imbarco si recava in business: "Io so io, e voi nun siete un cazzo".

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24dic/091

Mancanze Americane

di dead.ZazzA

Sia reso noto al mondo che in sette (7, seven) giorni in america non ho ancora mangiato da McDonald's. Credo possa essere considerato alla stregua del vilipendio alla bandiera.

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23dic/095

@MadisonSquareGarden

di dead.ZazzA

In Italia non abbiamo proprio capito nulla, anche se questo continuo osannare gli americani continua a dare fastidio pure a me. Ci chiediamo perchè la gente non va allo stadio, perchè la gente preferisce starsene a casa a guardare la partita, beh, ieri ho avuto la mia risposta. Entrate una volta al Madison - o in qualsiasi stadio americano credo - e capirete tutto. L'atmosfera è completamente diversa, tifosi delle due squadre mischiati senza problemi, avvisi immensi che qualsiasi cazzata come gestacci, insulti o roba varia verrà punita con l'arresto e invito alle persone di segnalare casi sospetti. E poi, qualsiasi tempo morto è riempito con qualcosa, balletti di cheerleaders, spettacoli o lancio di oggetti griffati che sia, a fine primo tempo c'è un esibizione, all'inizio cantano l'inno, giusto per aumentare un po' il senso patriottico che è ricordato dalle tonnellate di bandiere che ci sono sparse per tutta l'america. La partita inizia alle 19.30 per permettere alla gente di arrivare casa ad orari decenti e soprattutto te la godi tantissimo, tanto da non accorgerti che son passate due ore e mezza!

Già, in Italia, anche su questo, siamo parecchio indietro...

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22dic/090

A NYC Sono Tutti Gentili

di dead.ZazzA

"Lurking NYC"

M'è capitato di leggere di sfuggita un passo di Severgnini su "Italiens" proprio la sera prima di partire in cui faceva notare come gli americani sono gentilissimi, forse fin troppo. Pensavo fosse un'esagerazione fatta così, per rendere il pezzo un po' più comico, e invece non è così. Gli americani ti tartassano di "How are you doing" "Have a nice day" "You're welcome" che inizialmente apprezzi, perchè trovi tutta questa cortesia strana rispetto a quella italiana che quando ti va bene l'impiegato delle poste ti fa un sorriso e via, il buongiorno è semplicemente un miraggio. Dicevo, i primi giorni apprezzi e rispondi anche, ma già al terzo incominci ad avere dei tic nervosi decisamente vistosi di fronte a tutta questa gentilezza, del tipo che incominci a strizzare gli occhi, fare gesti convulsi, emettere versi animali. Anche perchè in America c'è una cifra di gente che è li pronta a servirti, indicarti dove andare, cercare di venderti un qualche souvenir pacchiano, così pacchiano che neanche ci credi che possano avere inventato una cosa del genere. Per esempio, ieri siamo saliti sull'Empire e avremo preso una cosa come 3 o 4 ascensori per arrivare in cima. Di fronte ad ogni ascensore c'era un tizio che ti salutava, si apriva la porta e un tizio ti salutava e ti diceva che strada seguire (bada bene, era pieno di transenne, quindi o andavi in un senso o niente), a metà strada, per sicurezza un altro tizio ribadiva il tutto. Così fino ad arrivare in cima...

Mancano ancora due giorni e mezzo, dovrei farcela a resistere, ma se sentite di qualche incidente diplomatico causato da un italiano che ha ammazzato un americano, beh, sappiate che sono stato io. O uno dei miei fratelli. O tutti e tre...

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