Sulla Fine Della Politica
Penso che la politica in Italia sia scomparsa ormai parecchi anni fa, penso che destra e sinistra siano solo nomi sbagliati dati a due fazioni contrapposte che svolgono l'unico lavoro di accaparrarsi i nostri soldi insultando i dirimpettai. Penso che oramai esista semplicemente chi è con Berlusconi e chi è contro, penso che i nomi dei partiti siano solo una semplice scusa per creare dei gruppi più o meno (direi meno) uniti, che se sei da una parte non ti puoi permettere di pensarla allo stesso modo di uno che sta dall'altra, per principio, mica per altro. Penso che questo osceno modo di fare le cose può avere una fine e tutto sommato non è neanche così difficile da realizzare: tutto ciò finirà, forse, quando B lascerà la politica e allora tutti si guarderanno intorno e non capiranno più niente, chi non troverà più i soliti piedi da leccare, chi non troverà più motivi per fare manifestazioni ogni giorno e se ne andranno anche loro con lui.
E allora, forse, si tornerà a fare della politica in Italia. Prima di allora possiamo solo stare freschi.
E Adesso Basta Cazzate
In una giornata in cui ho letto boiate a destra e a manca senza mai fermarmi, tra gente delirante e inneggiante la rivoluzione e gente che acclamava al miracolo (neanche l'attentato al Papa credo abbia fatto così tanto scalpore) penso che ci sia ben poco da salvare di tutte queste parole. Sicuramente da leggere l'editoriale di Mario Calabresi de "La Stampa" che prova a lanciare un consiglio intelligente, anche se faccio veramente fatica a credere possa essere colto da entrambe le parti. Di seguito il testo:
Gli indignati a senso unico
MARIO CALABRESI
Ci sono momenti in cui bisognerebbe abolire due parole: ma e però. L’aggressione di un uomo, in questo caso di un primo ministro, è uno di quelli. Di fronte alla violenza non possono essere accettate subordinate, ammiccamenti o tantomeno giustificazioni. Il giorno che la politica italiana tutta lo avrà compreso fino in fondo, allora sarà davvero matura.
Il volto ferito e pieno di sangue di Silvio Berlusconi non può che lasciare sgomenti, non riesco ad immaginare una persona seria o che ami definirsi democratica e perbene che possa avere una reazione diversa.
Se invece la prima cosa che passa in testa è pensare che se la sia cercata o meritata, allora siamo entrati in uno spazio in cui la dialettica politica è degenerata.
Abbiamo ricevuto numerose lettere di persone che spiegano l’accaduto e lo comprendono come reazione ad un governo che definiscono «xenofobo», «antidemocratico» o «razzista». Sono persone che mostrano di essere solidali con gli immigrati e i più deboli, sconvolte per gli attacchi di Berlusconi ai magistrati e preoccupate per la democrazia, ma non toccate da ciò che è accaduto ieri sera. Questo modo di ragionare mi fa paura: come è possibile mostrare sensibilità a senso unico, battersi contro le violenze e poi giustificare un’aggressione, essere democratici e pacifisti e provare soddisfazione per il volto tumefatto di Berlusconi. Significa che l’ideologia continua a inquinare le coscienze, ad oscurare le menti.
Si può pensare che il presidente del Consiglio sia inadatto a governare, essere convinti che le sue esternazioni contro gli altri poteri dello Stato così come contro gli organi di garanzia siano allarmanti e sbagliate, essere preoccupati per quelle leggi «ad personam» che rischiano di peggiorare lo stato della giustizia italiana, ma niente di tutto ciò può giustificare la violenza. C’è una linea che in democrazia non si può passare, un discrimine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è a cui non si può derogare. E dire che sembrerebbe essere chiaro a tutti: tanto che anche a sinistra si invita alla mobilitazione democratica in seguito ad ogni aggressione o violenza. Questo deve valere anche per il leader di un governo di centrodestra, anche per Silvio Berlusconi.
Da ieri sera i blog e Internet sono invasi da battute, ironia, festeggiamenti e dai deliri di chi ci spiega che se l’è cercata. Su Facebook sono già nati decine di gruppi di fans dell’aggressore, Massimo Tartaglia, che in poche ore hanno raccolto migliaia di sostenitori. La rete, purtroppo, mostra ancora una volta di raccogliere il peggio di noi, ma politici e giornali hanno il dovere di non dare sponde, di essere seri e di capire che le giustificazioni ci portano su strade senza ritorno e che non si può continuare ad alzare il livello dello scontro.
E questo riguarda non solo la sinistra ma anche il premier, la sua maggioranza e i giornali che gli sono più vicini. Da mesi quasi nessuno sembra capace di sottrarsi alla tentazione di alimentare il clima terribile in cui viviamo, l’Italia somiglia sempre più ad uno stadio in cui si sente solo la voce degli ultras che gridano mentre incendiano le curve. In questo scontro continuo, in cui si parla soltanto dei destini del premier, si è persa di vista qualunque considerazione sullo stato del Paese e sui suoi bisogni.
Il presidente del Consiglio, a cui va la nostra solidarietà sincera, speriamo sia così saggio da capire che proprio lui - l’aggredito - ora può fare la differenza: può abbassare i toni e aprire la strada per un confronto più civile e rispettoso. C’è da augurarsi che anche tutta l’opposizione lo capisca e sia capace di isolare chi delira.
Cattive Abitudini
Volevo postare un video di un pezzo della puntata di Ballarò di ieri sera in cui interveniva un tizio (non era in studio, ma in esterno. Il problema è che non mi ricordo il nome e non era il tizio americano in collegamento dagli States) e diceva un paio di cose intelligenti riguardanti l'Italia, peccato che abbia trovato solo la puntata intera e non lo spezzone singolo. Cercherò di riassumere: diceva in sostanza che per portare capitali e investimenti in Italia bisogna essere in grado di sapersi vendere, di attrarre, di essere "belli", di abbassare i costi e che la corruzione che c'è nel nostro paese non fa altro che alzarli sti cavolo di costi, bisogna seguire il modello delle (poche) migliori imprese italiane che primeggiano nel mondo e smetterla di apparire come un paese di ladri e annessi vari che questo fa fuggire i soldi. Poi ha concluso dicendo che la situazione in cui troviamo ora non è colpa di Berlusconi. Ecco, avesse detto "non è SOLO colpa di Berlusconi" avrei sottoscritto al 100%, peccato per questa caduta sul finale...




