Facebook Places & 4square: Chi Ci Guadagna?

09/15/2010

E’ storia dei giorni passati che Facebook abbia lanciato Places negli Stati Uniti e in Canada e che si appresta a lanciarlo anche nel resto del mondo, non vengo certo a raccontarvelo io. Places è, detto in due parole veloci – per sapere di più potete guardare qua -, un servizio utilizzabile dai dispositivi mobili che permette di far sapere ai tuoi amici, agli amici degli amici o a tutto il mondo (a seconda di come è stata impostata la privacy) il posto in cui siete.

Durante la presentazione di questa nuova feature è balzato all’occhio come sul palco siano stati inviti sul palco i creatori di fourquare e Gowalla, due servizi del tutto simili a Places, e sia stata annunciata una qualche sorta di partnership con Facebook. Tralasciando quindi tutti i possibili discorsi sulla privacy che si sprecheranno nei prossimi mesi e le potenzialità che uno strumento come questo offre (avendolo visto dal vivo), cosa ha spinto questi due siti a fare un accordo con un loro diretto concorrente?

Sono stato coinvolto in una conversazione a proposito e siamo arrivati alla, forse banale, conclusione che se questo accordo c’è stato è perché evidentemente ci sono dei vantaggi da entrambe le parti, focalizzandosi solamente su Places e foursquare. Ma quali? Non sembrano essere così chiari. Noi ci abbiamo ragionato un po’ sopra, ma il condizionale resta d’obbligo.

Lato foursquare: la start-up americana potrebbe voler raggiungere due obiettivi, uno concatenato all’altro. Approfittando del fatto che Places al momento non è ancora disponibile Worldwide, sfruttare l’hype che comunque ha generato per accrescere la base utenti che, incuriosita dalla novità, vuole provare a giocare col geotagging senza dover aspettare la nuova featire di Facebook. Forte dei nuovi utenti acquisiti e dell’esperienza guadagnata provare a farsi acquistare, magari per essere integrata nel team di sviluppo di Places, ad un prezzo superiore rispetto a quello a cui era stata precedentemente valutata.

Lato Facebook: forse è questo punto di vista che lascia un po’ perplessi. Perché un colosso come Facebook dovrebbe stringere degli accordi con un proprio diretto concorrente? In realtà ritengo che il successo mondiale di Places non sarà così scontato come ci si aspetterebbe, basandosi solamente sul numero di utenti del social network. L’utente medio di Facebook è normalmente meno avvezzo all’uso di internet rispetto all’utente medio di foursquare e potrebbe non essere “attratto” da Places. In più Facebook è da sempre al centro di polemiche – o comunque è sotto l’occhio dei riflettori – per quanto riguarda questioni legate alla privacy e annessi. Non è detto che gli utenti in paesi diversi dagli States, spinti anche dall’opinione pubblica, si blocchino di fronte all’utilizzo di Places, o addirittura lo disattivino, non generando quella crescita che Facebook si aspetterebbe per paura di rivelare troppo su se stessi. Da qui la partnership e l’integrazione del servizio con quelli offerti da foursquare e Gowalla. Sfruttare la base di utenti che già utilizza la geolocalizzazione, integrandola in Places, così da accrescere la curiosità e da stimolare l’utilizzo per spirito di emulazione, prevenendo un possibile flop che non passerebbe sicuramente inosservato.

Insomma, staremo a vedere.

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