Anatomia di una mezza maratona

by deadmanwriting on 11/1/2013

Alla fine è successo. Complici un fratello e un amico che mi hanno preceduto nell’”impresa“, mi sono deciso e sono partito, attrezzato con una bottiglietta di integratori e una distanza massima percorsa fino a oggi di poco più di 15km. Più o meno un salto nel buio.

Ho concluso le mie due ore e passa di corsa pensando che chi fa le maratone tutto sommato non deve avere tutte le rotelle a posto, ma lo pensavo anche dei “mezzisti” quando io ne correvo 5, 8 o a malapena 10. Mai dire mai.

Se dovessi scrivere di cosa può voler dire correre una mezza maratona, lo farei raccontato kilometro per kilometro quello che m’è passato per la testa e le sensazioni che mi restituiva il mio corpo.

Km 0: sembra tutto molto lontano. Il cervello non ha ancora realizzato che gli si prospettano minuti e minuti di corsa e tu tutto sommato non ci vuoi neanche pensare. Il ritmo ce l’hai, ti tieni un margine di sicurezza e parti. Alle case della periferia della città si sostituiscono i primi campi che costeggiano la pista ciclabile.

Km 5: fin qui niente di più facile, anzi. “SON GIÀ PASSATI 5 KILOMETRI?!” e ti senti un po’ il dio della corsa, quello che non proverà mai fatica e chevuoichesiaunamezzamaratona e già ti vedi a Central Park a tagliare il traguardo. Niente di più falso, tranquilli.

Km 10: è il crocevia e le sensazioni sono miste. Hai superato (quasi) la metà e le gambe girano ancora senza problemi, ma allo stesso tempo realizzi di avere ancora un’ora davanti. Tiri dritto e via.

Km 15,47: questo è un passaggio molto personale. Non avevo mai corso più di così e tra la gioia di aver battuto un record e la paura di non sapere come avrebbero potuto reagire le mie gambe son dovuto andare avanti (anche perché nel brillante giro programmato da mio fratello ci siamo sempre trovati a minimo 5km da casa in ogni punto del percorso).

Km 17: questo è il kilometro in cui ho realizzato di essere ad un (moooolto metaforico) passo dal traguardo e di avere ancora parecchie energie da spendere. Sbagliato.

Km 18: crampi e fitte hanno cominciato a mandarmi qualche segnale che forse proprio bene non andava. Ma cosa fai, rinunci a 3km dal traguardo?

Km 20: da qui è buio totale. Nella testa continuavo a ripetermi “Mancano solo 5 minuti, mancano solo 5 minuti!” e non è che realizzassi proprio a pieno quello che mi succedeva attorno. Poi aggiungeteci mio fratello che ha deciso di tirare l’ultimo tratto a 5′/km, per non farci mancare nulla…

Km 21:  pensi di aver finito e invece no. Mancano gli ultimi, fottuti, 30 secondi. Perché nella tua testa tu hai arrotondato tutto a 21km e invece il buontempone di Filippide a suo tempo, nel correre fino a Maratona, ci aveva aggiunto dei simpaticissimi 195 metri, sai mai. Di riflesso nella mezza ne mancano ancora 97.

Perché ricordatevelo: dei 21.097 metri che dovrete correre in una mezza maratona, i più difficili saranno sempre gli ultimi 97.

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