Arbitrare è la mia vita

by deadmanwriting on 12/6/2010

Mi è arrivata una mail da un amico questo pomeriggio, mi ha fatto sorridere e mi ha fatto venire i brividi, perché in fondo tutto quello che scrive è vero. Non è tanto che sono diventato arbitro, ma questa è una passione che se ti prende non ti molla più. Ecco il testo:

Arbitrare è uno stile di vita.

Terra e sassi,  la partita è finita, con il braccio piegato che regge il borsone ti fermi a guardare il campo. Terra e sassi..ecco su cosa giochi, terra e sassi che ti hanno dato tanta gioia, che ti han fatto sudare, che sono la tua casa.

Cosa ti spinge ogni anni ad iniziare una nuova stagione? “A domenica mi piace dormì” dicono i palestrati, “non stiamo mai insieme” ti dice la tua ragazza, “ma chi te lo fa fare?” ti dicono gli amici calciatori, “pensa a studiare” ti dicono i tuoi genitori.

Ci pensi e sorridi, cosa ne sanno loro cosa vuol dire arbitrare per  te, che ne sanno loro della tensione che non ti fa dormire il sabato notte, delle partite che hai arbitrato da influenzato, di cosa vuol dire far parte di una vera e propria squadra, di ogni telefonata del tuo presidente (Ciao Illo)

Che ne sanno loro delle corde che ti sei fatto per non fare tardi alla partita, ed arrivare al campo un’ora e mezza prima con il dirigente già preoccupato per il tuo ritardo, che ne sanno di quel rigore che hai dato al 95esimo per un fallo netto che solo tu potevi vedere, che ne sanno di quanta forza ti dà la pacca sulla spalla di un altro arbitro alla fine dell’ennesimo test di cooper  che ti ha stremato, che ne sanno di come trattieni il fiato quando il giovedì leggi la mail di designazione.

Che ne sanno di cosa si prova ad arbitrare un play out di seconda categoria, sullo 0 a 0 a 3 minuti dalla fine, che ne sanno di come riesci a capirti con gli assistenti con un solo sguardo che dura un secondo, che ne sanno loro di cosa ti passa nella mente quando fai stretching prima dell’inizio della partita, che ne sanno di quanta sicurezza ti dà il primo fischio corretto per segnalare un fallo, che ne sanno della fatica che ti prende alla mezz’ora del primo tempo, o dello stomaco che ti si stringe quando 11 giocatori ce l’hanno con te.

Che ne sanno loro delle sincere strette di mano dei giocatori al termine della partita, che ne sanno delle tue scaramanzie, dell’abbraccio con gli assistenti nello spogliatoio che ti fa sentire sicuro, delle docce fredde che ti sei fatto, di sentirti dire: ” 8, 50″…

Che ne sanno di quanto ami questo sport, di quanto sei legato alla sezione e di quanto gli vuoi bene, terra e sassi, un pallone, 22 persone schierate e un fischio secco e deciso, a quel pallone che per un attimo supera la linea del centrocampo e che velocemente torna indietro.

Questa è la nostra vita, che ne sanno loro…