“Rubare” Contenuti: Un’Abitudine Dei Grandi?

by deadmanwriting on 10/21/2010

Navigando in uno dei mille social network che abitualmente frequento mi sono imbattuto in un post che segnalava un video ospitato su Repubblica.it di cui volutamente non vi metto il link. Un po’ perchè sarebbe una ripetizione inutile, un po’ perchè, in poche parole, farei il loro gioco.

Perchè?

Semplice. Il video in questione non è un contenuto originale di Repubblica ma è spudoratamente preso dal canale ufficiale degli Atomic Tom, gruppo creatore e del video e della canzone, e caricato sulla piattaforma proprietaria con tanto di possibilità di fare l’embedding senza, ovviamente, citare alcuna fonte, quasi che la scoperta fosse loro.

Non è la prima volta che succede e non sono gli unici a farlo e un po’ mi rode il culo. Sono tutti lì a parlare di Web 2.0, condivisione totale, share di qua e share di là, embedda su embedda giù, copyright!, di come proteggere i contenuti e la prima cosa che fanno è quella di “rubare” ad altri il loro lavoro senza uno straccio di link, quantomeno al sito originale.

Per cosa poi? Per portare visite e traffico al proprio sito? Per far vedere che scoprono le cose prima degli altri? Tutto inutile…

Questi parlano parlano, ma in fondo ancora non hanno capito niente.

  • http://twitter.com/signaleleven Michael

    A noi Repubblica ha sbagliato il nome dell’associazione (isaa) ha “importato” un video di una missione precedente, e, ovviamente, non ha fornito uno straminchia di link.

    Non sono “tutti” li’ a parlare di condivisione e 2.0. Sono in tanti, ma non “tutti”. E chi rimane fuori?
    Grandi gruppi editoriali, di qualsiasi “colore” e le televisioni, che più ancora della carta stampata si vedono eroso non solo il guadagno, ma anche il ruolo di “opinion setter”.

    Sono una manica di dinosauri del cazzo, e spero che colino a picco.
    Mi spiace solo per i dipendenti, perchè in questo caso come in altri, il pesce puzza dalla testa.
    Leggasi opinione di De Benedetti (l’espresso) su Google.
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/10/08/news/de_benedetti_google_ipad-7855016/?ref=HREC2-1

    • http://www.deadmanwriting.com deadmanwriting

      Sono parecchi a riempirsi la bocca e a farsi belli con parole come condivisione, social network e menate varie. Sì, secondo me anche i grandi gruppi editoriali, la televisione la lascio fuori perchè in Italia è palesemente in netta contrapposizione ad Internet, cosa che non è in altri paesi… I grandi gruppi editoriali ne parlano perchè va di moda e ne parlano parecchio a sproposito visto che poi fanno l’esatto opposto di quello che professano come il “modo corretto di comportarsi sulla rete”. Parlano di copyright e di protezione della “proprietà intellettuale” come dicevo nel post e poi la prima cosa che fanno cos’è? Rubare palesemente un video, tra le altre cose portando via visite ad un gruppo che ha evidentemente fatto una cosa del genere per scatenare un viral. Viral che fortunatamente non è stato minimamente intaccato dalla vigliaccata di Repubblica, visti i 2 milioni e passa di views che ha generato.Spero anche io che colino a picco, perchè veramente non han capito un cazzo di come funziona tutto l’ambaradan su cui cercano di capire come campare. E soprattutto perchè non hanno la benché minima intenzione di cambiare una virgola vista la sovversione nazional popolare a seguito della lettera del direttore del Corriere in cui cercava, non di cambiare il modo di pensare delle persone, giammai, ma quantomeno il modo di lavorare, portandolo su un piano un po’ più “2.0″, se così si può dire.

  • Anonimo

    Il bello è che..LORO sono i primi a rompere le palle per il Copyright! loro sono i primi ad usare video e immagini provenienti da twitter/fb e Youtube…

  • http://www.facebook.com/albertocane Alberto Cane

    Sapesi quante foto mi hanno già preso senza uno straccio di link.

  • http://www.facebook.com/albertocane Alberto Cane

    Sapesi quante foto mi hanno già preso dal blog senza uno straccio di link.