Aeroporti

by dead.Mike on 10/28/2008

Adoro gli aeroporti.

Posto che non credo sia dovuto all’umore, in genere vacanziero, con cui vi transito, perchè nella mia attuale situazione le sensazioni spaziano dall’attesa spasmodica dell’arrivo alla tristezza dell’ennesimo arrivederci.

Oggi attendevo l’annuncio del gate cercando inutilmente di trovare lati positivi al fatto che dovevo lasciare Copenhagen, e per facilitarmi il compito lasciavo la mia mente vagare.

Mi sono trovato a guardare attraverso i vetri del terminal, verso le aree di parking degli aerei, con la pista in lontananza. L’aeroporto (CPH Kastrup) è quello della foto, il tempo era un po’ piu’ clemente.

Interi minuti passavano mentre con gli stessi occhi del bimbo di tre anni che ero guardavo quei giganteschi bestioni metallici scendere dal cielo, e poi avvicinarsi al terminal, subito accolti da operosi omini minuscoli (raffrontati agli aerei) per prepararli al prossimo viaggio.

Non viaggio moltissimo in aereo, ma posso dire di farlo con una frequenza leggermente superiore alla media, specialmente negli ultimi anni. Eppure, anche se parte della magia ha fatto spazio alla consapevolezza del lavoro che vi sta dietro, guardare questo balletto mi affascina ogni volta. Come quando ero un bimbo di tre anni.

E mentre l’aeroporto veniva riempito dai suoni di un ensemble jazz di tre elementi nel mezzo del terminal (percussioni, contrabbasso e sax – Perchè a Malpensa no?) mi voltavo a guardare l’altro balletto: quello delle persone; bambini annoiati che vorticano attorno a genitori stressati, un uomo d’affari indiano con gessato-giacca-cravatta e turbante, l’hippy cresciutello con sandali e capello sciolto, le suore un po’ spaesate, i backpackers d’oltreoceano insonnoliti che cercano di ricordare dove atterreranno domani mattina.

E i negozianti, custodi di un moderno bazaar, “sberluccicante” e griffato, pronti a capitalizzare il flusso quotidiano di persone che si trovano a passare per questa moderna oasi.

Poche cose danno l’idea della velocità a cui gira il mondo come guardare il traffico di storie e viaggi, fatto di passi veloci, tramezzini, tabelloni luminosi e annunci.

A proposito di annunci, è il mio volo.

Stay Tuned, more to come.