Couch to 5K – Settimana 1, Giorno 1

by dead.Mike on 07/10/2008

A causa del problema all’RSS potreste esservi persi le precedenti puntate

http://www.deadmanwriting.com/2008-07-09-couch-to-5k-settimana-1-giorno-0.html

http://www.deadmanwriting.com/2008-07-08-il-meraviglioso-mondo-del-running.html

  • Preparazione: un bell’after. Non sono andato a dormire. Non so perchè. Alle 5 albeggiava e mi è venuta voglia di correre.
  • L’attrezzatura: Il minimo indispensabile. L’iPod contiene l’mp3 della prima settimana del Podcast per il C25K. In sostanza un tizio, tra pezzi techno, vi dice quando correre e quando camminare. CO-MO-DIS-SI-MO. Le scarpe sono le Kalenji che vi ho detto, il polsino è per tenere l’ipod sul braccio. L’abbigliamento fatelo voi. Sconsigliati pantaloni di pelle.
  • Quando: ore 5:45. Clima ideale, luce ideale, parco deserto.

Faccio un po’ di stretching. Un po’ pochino per la verità. E’ *Molto* importante, farlo poco e farlo male credo sia una delle cause del mio infortunio. Cominciamo male…

Camminata briosa, come suggerisce il buon Robert nel podcast, da casa al parco. 5-6 minuti circa.

Partono i primi 60 secondi…le scarpe danno un po’ di noia alla caviglia sinistra, le riallaccio e ricomincio i 60 secondi. Ovviamente passano veloci…tutto bene…90 secondi di cammino e via altri 60…

Non posso dire di essermi stancato, ma quando il Podcast mi ha detto di essere a metà mi è sembrato poco.

C’e’ quella brutta sensazione quando finiscono i 60…vorresti continuare, far vedere che non sei cosi’ messo male, che potresti continuare, ma e’ importante NON farlo.

Al penultimo intervallo comincio a sentire un fastidio all’inguine…rallento…faccio l’ultimo intervallo di corsa un po’ timoroso…nel frattempo il parco si è popolato di corridori…cammino 4-5 minuti per togliere la fatica e poi mi metto contro un albero a fare stretching ancora…

Con un solo sguardo riesco a vedere 4 persone che corrono e so che ce ne sono almeno altre 3 alle mie spalle. Sta diventando inflazionato questo sport.

Le 7 meno 20. Andiamo a casa che è meglio…con un leggero fastidio torno verso casa. La città si popola gia’ un pochino di più. Vedo un sacco di immigrati nordafricani, assiepati fuori dai bar con la faccia assonnata che aspettano qualcosa. So che probabilmente aspettano un Caporale che li porti al cantiere, ma mi piace pensare che in realtà siano eco-coscienziosi e stiano aspettando un amico, con il quale fanno Car-Pooling.

E’ decisamente ora di colazione, e di una doccia. Speriamo che questo fastidio passi, andiamoci piano.

Stay Tuned, more to come.