Couch to 5K – Settimana 1, Giorno 0

by dead.Mike on 07/9/2008

Riprendiamo la storia dove l’avevamo lasciata:

Mike, un freddo giorno di Novembre, decide che ne ha avuto abbastanza. Basta procrastinare, aspettare “il momento giusto”...”quando non avrò da studiare, quando farà caldo, quando uscirò al mattino per non avere inquinamento, quando mi laureo, quando gelerà l’inferno”.

Mike prende il suo iPod, ci carica il Podcast di Robert Ullrey dedicato al couch to 5k, e parte, a mezzogiorno, direzione Parco dei Marinai d’Italia, direzione CORSA.

Quel giorno nasce un nuovo Mike. E siccome ora parlare in terza persona mi fa un po’ impressione la smetto.

Vi basti sapere che, alla quinta settimana, mi sentivo benone. Il primo giorno di ogni settimana era un po’ duro, ma non esiste sensazione migliore di sentire il proprio corpo che risponde all’allenamento, che si adatta. Ero in ottima forma. VOLEVO correre. Anche sotto la pioggia, anche con il freddo.

Un brutto giorno di Gennaio pero’, correndo, ho avvertito un piccola fitta all’inguine. Dopo pochi passi era scomparsa. Ho completato i miei 5 km (ero un po’ in anticipo sulla tabella…) e sono tornato a casa. Doccia, e un po’ di studio. Due ore dopo non riuscivo a camminare.

Una settimana di pausa e il dolore pareva svanito. Ho ripreso a correre, e di nuovo mi sono trovato a dover zoppicare verso casa. Da quel giorno, per settimane, il dolore non mi ha lasciato. A freddo non c’era, ma camminare per 700 mt – 1km a passo normale lo innescava.

Visita fisiatrica, diagnosi: pubalgia.

L’unico modo per spostarmi era la bicicletta, in quanto pedalare, sorprendentemente non causava dolore.

———————-Milano, giorni nostri.

Ora sono passati 6 mesi e mi sento pronto per ricominciare. Da zero.

La mia bicicletta ha una ruota a terra e nelle ultime 3 settimane mi sono spostato in motorino. Si riparte da capo.

Ho buttato le scarpe che usavo per correre e ne ho comprato un paio (molto) economico, ma di buona qualità (diciamo che il negozio è una garanzia). E’ importante che le scarpe usate per correre siano usate SOLO per quello, e le scarpe da corsa hanno la caratteristica di essere…beh…brutte. Per questo non volevo spendere molti soldi senza avere la certezza di poter correre ancora, e senza possibilità di riconversione dell’investimento.

Si torna a correre.

Stay tuned, more to come.

P.S. Se queste cose vi annoiano a morte, non leggetele :P Pero’ ora la storia è finita e si parla del presente! Provate a seguirmi!